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| La memoria ritrovata e il turismo consapevole |
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| Dario Scalabrini - Amministratore Ente Provinciale per il Turismo di Napoli
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| Festa sacra e profana, Piedigrotta nei secoli si è basata su tre ingredienti principali: i carri allegorici, le canzoni e i fuochid’artificio. Tante erano le iniziative collaterali, dalla sfilata dei vestiti di carta all’appizzata dei fichi d’india, che sarebbebello, se non rilanciare, riuscire almeno a raccontare ai napoletani, che non le conoscono più, come ai turisti. Perché la
Festa di Napoli, insieme alla restituzione di un fondamentale momento collettivo della comunità, è anche un fondamentale
volano turistico di cui abbiamo bisogno oggi più che mai. Ed è importante che a quei turisti la Piedigrotta ritrovata
voglia e sappia proporsi non solo come un momento di svago e incontro, ma anche di approfondimento.
La mostra “Partono ’e bastimente”, firmata per la Fondazione Bideri da uno studioso militante e lontano da qualsiasi
pregiudizio e stereotipo come Federico Vacalebre, aggiunge ai colori e ai calori della festa di popolo la consapevolezza di
quanto quel popolo abbia sofferto nei decenni dell’emigrazione e di come abbia fatto ricorso alla canzone per raccontare,
esorcizzare, blandire quella sofferenza.
Le fotografie ormai sbiadite, le lettere degli emigranti, i certificati di nascita e di morte, i passaporti con le impronte
digitali, le rimesse economiche esposte insieme a spartiti, copielle, 78 giri, autografi, raccolte di canzoni riconsegnano a
noi un pezzo di memoria importante anche per la costruzione del nostro futuro, della società multiculturale che verrà. E
mostrano ai visitatori con completezza e profondità di racconto trasformazioni importanti, sogni e bisogni di un popolo
che usa la canzone non solo come forma di intrattenimento, ma anche come megafono della propria quotidiana fatica
esistenziale.
Prima di perderci tra i carri, dopo aver tifato per le “canzoni nove” in gara alle Audizioni, preparandoci ad applaudire Nino
D’Angelo e i suoi ospiti in piazza del Plebiscito sarà bello quest’anno, anche se a tratti l’impatto sarà feroce e spietato,
salire sui bastimenti della memoria. Ellis Island come Lampedusa? CantaNapoli non ha risposte, ma storie da raccontare,
melodie da ritrovare, emozioni da condividere. |
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